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venerdì 18 novembre 2016

Wra℘ U℘ ● ℓe ℓetture deℓ mese di ottobre

BUONDÌ amici lettori e amiche lettrici, è pomeriggio, fuori gocciola, e io sono riuscita a trovare una mezzoretta per farvi un recap delle mie letture del mese di ottobre. Poi credo proprio che mi tufferò a delfino sul divano e mi dedicherò a un paio di letturine. Dall'inizio del mese, come ormai saprete, ho deciso di cambiare il "modo" e di scindere in due parti l'ormai consueto riassuntino mensile. Questo è dedicato ai libri.

ℓe ℓetture deℓ mese di ottobre


Durante il mese di ottobre ho letto solo due storie e di entrambe vi ho già parlato qui sul blog.
  • UNA CALDA ESTATE IN TEXAS (Travises, # 3) di LISA KLEYPAS (Oscar Mondadori) Dopo anni finalmente mi sono decisa a dare un colpo di reni a questa serie CR (che amo e adoro oltre ogni misura) che attendeva da anni in libreria. Se avete letto i post scorsi saprete che ho appena recuperato il volumozzo conclusivo (La ragazza dagli occhi scuri) che spero di riuscire a leggere entro la fine dell'anno. CLICCA QUI PER LEGGERE LA RECENSIONE.
  • ACCABADORA di MICHELA MURGIA (Einaudi ET) È stata una lettura meravigliosa e molto stimolante. Fra le altre tematiche tratta anche di eutanasia e testamento biologico, con una pacatezza che conquista. Mi ha dato tantissimo da pensare e adesso credo proprio che mi immergerò nella lettura di Viaggio in Sardegna , perchè ho apprezzato tantissimo lo stile dell'autrice. CLICCA QUI PER LEGGERE LA RECENSIONE.
Sono molto soddisfatta di quanto letto durante lo scorso mese. È stato bello condividere con altre lettrici una lettura come Accabadora, piena zeppa di spunti di riflessione. VOI CHE MI DITE? COSA AVETE LETTO DURANTE IL MESE DI OTTOBRE?
UN BACIO

mercoledì 2 novembre 2016

ℛecensione ▸ ACCABADORA di MICHELA MURGIA

BUONDÌ amici lettori e amiche lettrici, spero che abbiate passato una serena festività ieri, io l'ho passata in famiglia. È una delle cose che adoro delle feste. Lo stare tutti insieme, anche se confusionariamente. Siamo una famiglia molto rumorosa. Anche se oggi è mercoledì e quindi a rigor di logica dovrei postare un nuovo appuntamento con la rubrica WWW, ho deciso di parlarvi della mia ultima lettura, ACCABADORA. Il libro di oggi è stato il protagonista del GDL che io e Ross abbiamo organizzato per il mese di ottobre e devo dire che mi è piaciuto moltissimo.

ℛecensione

Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

Scoprire Accabadora grazie a un'amica di mia nonna quest'estate è stata la cosa più bella che potesse capitarmi. È un libro molto particolare, ad iniziare dallo stile di Michela Murgia. La sua prosa è ben curata, attenta, colorata, profumata. Leggendo A. ho avuto come l'impressione che ogni termine fosse stato scelto attentamente dall'autrice per trasmettere una precisa sensazione e emozione, un preciso messaggio. È un volumetto cortissimo (163 pagine) che, per la ragione di cui poche righe sopra, a mio parere, non si lascia leggere velocemente. Impone un ritmo di lettura lento. Nonostante sia scritto con uno stile molto scorevole più volte durante la lettura ho sentito il bisogno di rallentare, come se, per apprezzare l'opera, si rendesse necessario un maggiore sforzo di attenzione. Una maggior pacatezza. Come se comprendere bene il perchè di ciascuna parola fosse necessario ad afferrare il messaggio che l'autrice vuole trasmettere. Un po' come quando si legge una poesia e perdere una delle parole di cui si compone potrebbe compromettere l'esperienza di lettura stessa, perchè ne intaccherebbe il messaggio. Le parole sono incatenate l'una all'altra. Un'altra cosa che mi ha affascinata sin da subito è la sinergia che si viene a creare tra la trama e la tradizione sarda. Michela Murgia incastona nella trama elementi della tradizione sarda in maniera assolutamente naturale (la storia dei dolcetti, l'usanza della cena delle anime, i rituali per guarire dal morso dell'argia), senza interrompere il racconto degli eventi principali nè spezzare il ritmo della narrazione. Una delle tematiche principali di A. è proprio l'eutanasia (e la morte), introdotta dalla figura dell'accabadora, l'ultima madre.
... Anche io avevo la mia parte da fare, e l'ho fatta. 
-E quale parte era?
-L'ultima. Io sono stata l'ultima madre cha alcuni hanno visto.
Una sorta di levatrice all'incontrario. Una figura misteriosa e interessante. Molto eningamtica. A tal proposito devo dirvi la verità, mi aspettavo che questa tematica fosse molto più presente all'interno della storia, in realtà si è rivelata una presenza molto delicata, sfumata, che  aleggia tra le pagine del volumetto così come la figura dell'accabadora stessa. Sempre vestita di nero. Accabadora è un turbinio di emozioni e sensazioni. C'è poco da dire, la Murgia è capace di creare immagini bellissime con le parole. È quel genere di storia da cui sai che inevitabilmente imparerai qualcosa e mi è piaciuto tantissimo che sin da subito si respiri un'atmosfera di nuove scoperte. Ho apprezzato soprattutto quelle pagine in cui a far da protagonisti sono soprattutto gli insegnamenti che Tsia Bonaria trasmette a Maria, la sua figlia dell'anima.
-Ti ho picchiato perchè mi hai detto una bugia. Le mandorle si ricomprano, ma alla bugia non c'è rimedio. Ogni volta che apri bocca per parlare, ricordati che è con la parola che Dio ha creato il mondo.
Ho apprezzato tanto il rapporto che si crea tra le due protagoniste. Tzia Bonaria è una donna molto intelligente ed enigmatica, e cerca di trasmettere, con tutte le sue forze, a Maria, abituata a valere meno che nulla,  ciò che la vita le ha insegnato. Come ad esempio che è bene dotarsi di "armi" valide nella vita per non rimanerne schiacciati. È stato bello vedere crescere la piccola Maria e soprattutto vederla acquistare spessore e indipendenza. E a tal proposito A. ha anche un po' del romanzo di formazione. Voglio spendere un paio di paroline anche per il finale, che ho trovato perfetto, pur se un filino ambiguo, sospeso. Solitamente non apprezzo i finali che non danno una conclusione ben precisa alle vicende ma in questo caso l'ho trovato pienamente calzante e adeguato. È un po' come se l'autrice in realtà non volesse dare un'opinione definitiva sul tema dell'eutanasia. Io l'ho interpretato come una sorta di sospensione di giudizio da parte di Michela Murgia. E questa cosa mi è proprio piaciuta. Proprio perchè per tematiche serie come questa non esiste giusto o sbagliato, non esistono pareri definitivi. O perlomeno non si dovrebbe avere la presunzione di esprimerne. Superconsigliato!

 QUATTRO STELLINE

CHE NE DITE? VOI L'AVETE LETTO?
UN BACIO

martedì 4 ottobre 2016

GDL: LEGGIAMO INSIEME UN LIBRO? | Ottobre 2016 {con Rosmari Books}

BUONDÌ amici lettori e amiche lettrici, questo post è un post un po' improvvisato. Lo sto scrivendo proprio adesso e abbastanza di corsa. Insomma, non era per niente in programma, soprattutto dopo il post di novità letterarie che ho pubblicato ieri. Dalla settimana scorsa infatti ho deciso di pubblicare post a giorni alterni. Ma, bando alle ciance, oggi voglio condividere con voi un'INIZIATIVA che io e una mia collega BOOKTUBER , ROSMARI BOOKS, abbiamo deciso di lanciare sui nostri CANALI YOUTUBE. Un GDL per il MESE di OTTOBRE. C'era un libro che desideravamo leggere entrambe, così abbiamo pensato di chiedere ad altri lettori di unirsi a noi nell'impresa.


INFO TECNICHE: 

d a t a    i n i z i o    G D L : 10 ottobre
d u r a t a    G D L : 3 settimane (fino al 30 ottobre)

Abbiamo pensato di dividere la lettura di ACCABADORA in 3 parti:

dal 10 al 16 ottobre leggeremo i primi 6 capitoli
dal 17 al 23   //    leggreremo dal capitolo 7 al capitolo 12 (compreso)
dal 24 al  30    // leggeremo dal capitolo 13 al capitolo 17

D o v e    a v v e r r a n n o   l e   d i s c u s s i o n i ?
Avveranno la domenica di ogni settimana su una pagina FB che creeremo appositamente nei prossimi giorni e il cui link vi verrà "spedito" tramite email.

C o m e    f a r e   p e r   p a r t e c i p a r e ?
▸ Lasciare un commento sotto al post con la vostra email per confermare la vostra adesione.

i l   v i d e o   d i  R o s s e l l a : https://youtu.be/g9PEjGDowwc

ACCABADORA di MICHELA MURGIA (SUPER ET) tratta di una tematica estremamente delicata, l'eutanasia. "Acabar" in spagnolo significa infatti "finire" e l'accabadora (o femina accabadora) è una figura della tradizione sarda, è colei che finisce, che aiuta il destino a compiersi. 




CHI VUOLE UNIRSI ALLA CIURMA? Leggere un libro insieme è sempre un'esperienza emozionante ed estremanente interessante, quindi spero veramente di cuore che anche qualcuno di voi decida di partecipare al nostro GDL. Ci farebbe molto piacere!
UN BACIO