sabato 7 maggio 2016

5 LETTURE PER LA FESTA DELLA MAMMA

Buondì amici lettori e amiche lettrici, l'8 maggio è alle porte (e ovviamente io non ho ancora preso il regalo alla mamma. Aiutooo!) e quest'anno ho deciso anche io di consigliarvi cinque letture per la festa della mamma. Mia mamma non è una grande lettrice quindi credo che, per lei, opterò per dei fiori. Per quanto ci riguarda invece...regaliamoci un libro! Si, lo so che la festa è delle nostre mamme ma...perché non approfittarne per fare acquisti? Magari insieme a loro se sono delle lettrici? Io ormai ho fatto voto di non comprarne più per tutto il mese ma voi potrete entrare nell'atmosfera della festa conoscendo una di queste mamme.


1-Cass Dollar è una mamma tostissima che, nel bel mezzo della fine del mondo, lotta con le unghie e con i denti per ritrovare sua figlia, Ruthie. Il libro che vi consiglio è AFTERTIME. IL RISVEGLIO di SOPHIE LITTLEFIELD. E' il primo di una serie ma, a mio parere, può considerarsi autoconclusivo.

2-Rumi Koishikawa (Matsuura) e Chiyako Matsuura (Koishikawa) sono le mamme pazzerelle di Miki e Yu nella serie manga MARMALADE BOY di WATARU YOSHIZUMI, che vi consiglio con tutto il cuore.

3-Anche Helena è una mamma con la M maiuscola e le spalle d'acciaio, costretta a sopportare un matrimonio senza amore e un marito dispotico e violento. Preoccupata per l'incolumità del figlio decide di prendere in mano le redini della propria vita e, cosa non facile nell'800, sceglie di divorziare. Quindi vi consiglio con tutto il cuore di leggere FIORI NEL FANGO (Calhoun Chronicles, #4) di SUSAN WIGGS. 

4-Piper invece è una mamma magica nel vero senso della parola. Vi ricorda qualcosa la formula "il potere del Trio coincide col mio"? Ebbene, qualche anno fa anche in Italia erano usciti un paio di volumetti della graphic novel di STREGHE. Poi non so perché la CE che si occupava della distribuzione abbia interrotto il tutto ma, se siete curiosi di scoprire come se la cavano le nostre streghette 18 mesi dopo la fine della stagione conclusiva, vale assolutamente la pena leggerla.

5-CRANK di ELLEN HOPKINS invece nasce da un'esperienza dell'autrice stessa.  Ellen si trova a essere la mamma di una figlia alle prese con la tossicodipendenza. È un libro in parte biografico e scritto in una maniera particolarissima, in versi. Dopo la sua pubblicazione speravo tantissimo che in Italia ne venissero tradotti altri ma, a quanto pare, per il momento non c'è speranza. Prima della fine mi toccherà convertirmi alla lettura in lingua.

Che ne dite dei miei consigli? Conoscete già queste mamme?
Un bacio.

giovedì 5 maggio 2016

GAME OF THRONES | BOOK TAG

Buondì amici lettori e amiche lettrici, oggi voglio dedicarmi a una delle attività che più mi divertono e fanno impazzire al contempo...i book tag! Oggi risponderò alle domande del GAMES OF THRONES|BOOK TAG. E qui. Fermi tutti. Breve premessa. Sono stata taggata su youtube da Fandoms'Kingdom (ideatore del tag insieme a Inchiostro al caffè) ma, siccome non sono ancora riuscita a rispondergli in video, ho deciso di farlo con un post (preparare un video è decisamente più macchinoso) . Perché adoro questo genere di giochini libreschi e non posso proprio rimandare ancora. Prestissimo arriverà anche la versione video. Promesso. Dunque *legge la lista di domande* i quesiti sono 9. Scateniamoci!


1-STARK ("L'inverno sta arrivando"): UN LIBRO CHE HAI ATTESO CON ANSIA. Io attendo tutto con ansia. La parolina con la A è la mia "migliore amica". Comunque, fra i libri che ho atteso con maggior ansia ci sono sicuramente quelli scritti da un'autrice in particolare: Suzanne Brockmann. Ahimè, la maggior parte di loro li sto attendendo tuttora perché le CE italiane non sembrano capire un tubo quando si tratta di autrici e storie di qualità su cui conviene puntare e investire. Suzanne scrive romantic suspense e se cercate nelle etichette trovate la mia recensione de (clicca per la recensione) L'eroe dimenticato. 

2-LANNISTER ("Fuoco e sangue"): UN LIBRO PIENO DI MORTI. Muori per me di Karen Rose è decisamente pieno di morti e morti in modi decisamente "fantasiosi" e crudeli. Anche questo è un romantic suspense e il serial killer protagonista è anche un programmatore informatico (o una cosa simile) che lavora alla costruzione di un gioco di ruolo. Le scene extra non sono altro che le messe in scena dei suoi barbari omicidi con sonoro reale.

3-TYRELL ("Crescere forti"): UN LIBRO CHE ALL'INIZIO NON TI CONVINCEVA PIÙ DI TANTO MA CHE, ANDANDO AVANTI, TI HA SEMPRE PIÙ INTRIGATO. Di questo libro vi ho parlato proprio all'inizio di aprile, nel riassuntino delle letture del mese di marzo ed è Dire, fare, morire di L.J. Sellers (clicca qui per la recensione).

4-ARRYN ("In alto come l'onore"): UN LIBRO CHE OCCUPA UN POSTO SPECIALE NEL TUO CUORE. Fantasy Lover di Sherrilyn Kenyon. Il prequel e libro d'apertura della #SeriedeiDarkHunters. I due protagonisti, Grace e Julian, hanno saputo toccarmi il cuore con la loro generosità e adorazione reciproca. Una delle coppie più belle dell'Universo creato da Sherrilyn.

5-BARETHEON ("Nostra è la furia"): UN LIBRO PIENO DI COLPI DI SCENA INASPETTATI. Amore su misura di Sugar Jamison è decisamente un romance ricco di colpi di scena inaspettati (in negativo). La protagonista non fa altro che fare un passo avanti e cinque indietro nello svilupparsi della sua relazione con il protagonista maschile. In un tram tram che, più che far sospirare il lettore, ottiene solo di esasperarlo. Insomma, quando pensi che un punto sia chiarito tra i due, eccotene uscire lei che rimette tutto di nuovo in dubbio.

6-TULLY ("Famiglia, dovere e onore"): UN LIBRO IL CUI PROTAGONISTA É FEDELE AI SUOI PRINCIPI. Il dardo e la rosa di Jacqueline Carey è il libro d'apertura della #TrilogiadiPhèdre. Ecco, Phèdre è quel genere di protagonista che rimane così fedelmente ancorata ai propri principi (non solo morali ma anche di appartenenza a una determinata categoria sociale) da rischiare di perdere la persona che ama di più al mondo pur di tener loro fede. Lo stesso vale per la sua controparte maschile, Joscelin.

7-BOLTON ("Le nostre lame sono affilate"): UN LIBRO IL CUI PROTAGONISTA UCCIDE SENZA ESITARE. Ghost di Richard Matheson (clicca qui per leggere la mia recensione). Questo libro ha tre protagonisti. Due sono la coppia di sposi in crisi matrimoniale che scelgono di trascorrere nuovamente un periodo di vacanza nel luogo che ha ospitato la loro luna di miele, nella speranza di risollevare le sorti del proprio matrimonio. L'altro è una misteriosa donna, bellissima e evanescente, che mette a dura prova questo loro tentativo. Ed è proprio lei che "uccide" senza esitare, pur di rimanere ancorata alla terra.

8-MARTELL ("Mai inchinati, mai piegati, mai spezzati"): UN LIBRO CHE, NONOSTANTE SIA MOLTO CRITICATO, TU CONTINUI IMPERTERRITA AD AMARE. Anche per questa domanda la mia risposta è un'autrice: Abbi Glines. Soprattutto per il suo stile lieve e, di conseguenza, scorrevole. Semplice. Abbi viene criticata soprattutto per la troppa "vaporosità" delle sue storie. Dedicate ad un pubblico new adult e quindi un po' più spinte.

9-GREYJOY ("Noi non seminiamo"): UN LIBRO CHE NON TI HA LASCIATO NULLA. E qui andrò controcorrente ma la mia risposta è Colpa delle stelle di John Green. Se vi ricordate, qualche anno fa ne scrivevo entusiasta ognidove però, a distanza di tempo, mi sono resa conto che non mi ha lasciato nulla. C'è troppa retorica in questo romanzo. Preferisco nettamente il film, in cui questa componente viene molto diluita.

Dunque, eccoci arrivati alla fine del tag. Come vedete può essere tranquillamente fatto anche da chi, come me, non ha mai aperto un libro della saga di George R.R. Martin né visto un episodio dell'omonima serie tv. Voi cosa avreste risposto?
Un bacio.

martedì 3 maggio 2016

March/April ℛecap | telefilm + movie # 10

Buondì amici miei, pensavate di essere scampati alla seconda parte del mio riassuntino mensile? E lo credo bene, visto che ormai siamo arrivati alla fine del mese di aprile e l'abbiamo anche superata. Ed è proprio per questo motivo che vi parlerò anche dei film e dei telefilm che sono riuscita a guardare durante questo mese. Così almeno ci portiamo avanti per mio consueto riepilogo. Ah, prima di cominciare, vi annuncio che ho iniziato ufficialmente nuovamente a rispondere alle email che la mia casella di posta del blog riceve ogni giorno. Risponderò indicativamente una volta alla settimana quindi non disperate se non mi faccio viva subito.


Iniziamo con i #TELEFILM che ho avuto modo di guardare grazie a NETFLIX e SKY. As usual.

ASCENSION è una miniserie tv canadese e statunitense del 2014 composta da 3 maxi episodi (o capitoli) , spezzati poi in 6 (in streaming su Netflix) per la diretta. E' di genere sci-fi e, vi assicuro, saprà sorprendervi come mai nessuna altra serie tv ha saputo fare nel palinsesto di quelle disponibili. All'inizio potrà sembrarvi la classica storia fantascientifica ambientata nello spazio ma, cari miei, rimarrete molto sopresi. Vi consiglio di non guardare anteprime o brevi spot perché vi rovineranno lo spettacolo. Parte del fascino della storia è infatti proprio la sorpresona iniziale. Persa questa il telefilm potrebbe perdere un po' di sale, a mio parere. Il tutto prende avvio nel 1963 quando John Fitzgerald Kennedy, temendo che la guerra fredda si trasformi presto in un conflitto nucleare, da il via ad un progetto un po' folle. Mette insieme un equipaggio di "eroi" ben selezionati, con lo scopo di scovare e raggiungere un nuovo pianeta da abitare nel sistema solare Proxima Centauri. La durata del viaggio sarà di 100 anni complessivi e la storia è ambientata a circa metà del percorso, giusto poco prima del giro di boa decisivo, il punto di non ritorno quando l'ecosistema della navicella spaziale viene improvvisamente rotto da un evento aberrante: l'omicidio di Lorelei Wright. E qui non vi dico altro. L'aspetto più delizioso è che le atmosfere che si respirano all'interno della nave generazionale sono decisamente retrò, anni '60 per intenderci. Dai vestiti alle musiche agli arredamenti alle acconciature fino ad arrivare ai modelli culturali di riferimento. I protagonisti hanno uno spessore psicologico che si taglia con il coltello. I "paesaggi" della navicella sono curati e costruiti nei minimi particolari, minuziosamente insomma. Quanto avrei voluto poterci mettere piede dentro! Anche solo per dare una bella sbiriciatina in giro. Come avrete capito, ho adorato Ascension. Dategli una chance. Cinque stelline.

SHADOWHUNTERS invece si salva solo grazie a Matthew Daddario e a Magnus Bane. Guardateli qui di fianco *occhi a cuoricino*non sono belli? Sono una gioia per gli occhi. Adesso mi ricompongo però e vi do un elenco (avete fino a domani mattina?) di quello che a mio parere non è andato in questa serie tv. In un panorama strabordante mondi urban fantasy, il mondo cui Cassandra Clare ha dato vita nei libri è riuscito a farmi provare quell'euforia che mi trasmettono solo le cose nuove. Purtroppo la serie tv, a parer mio, non è riuscita a rendergli giustizia, stravolgendo completamente la caratterizzazione caratteriale di alcuni personaggi (fino ad arrivare a snaturarli). Ad esempio dando a Izzy delle sfumature troppo spinte, a Jace un cipiglio ridicolo (e arrogante) e a Clary...un'attrice che non sa recitare! Mio Dio! La chiameremo "la reginetta della reazione a scoppio ritardato". Simon è l'unico protagonista ben centrato e rappresentato. Con quel suo essere un tipo strambo e dolce. Ho adorato Magnus ed Alec, invece. Purtroppo i primi episodi, quelli che dovrebbero risultare "introduttivi" per i neofiti, hanno sortito solo l'effetto di confondermi. Ed io ho letto almeno Città di Ossa, quindi il mondo degli Shadowhunters avrei dovuto masticarlo già abbastanza bene. Le dinamiche non vengono chiarite appieno. Alcune spiegazioni sono lanciate qua e là ma non si rivelano chiarificanti. Ottengono semmai l'effetto opposto. Tanto che ad un certo punto, ciò che mi spingeva a proseguirne la visione era che mi divertivo troppo a vedere i tentativi di recitazione di Kat e Dom, che sembrava recitare con un palo su per il cul.  Per quanto riguarda gli effetti speciali niente da ridire (molto alla Buffy l'Ammazzavampiri). In definitiva ho l'impressione  che la serie tv sia riuscita nell'impresa di banalizzare uno dei mondo narrativi più complessi che abbia mai letto su carta. Escludendo i classici. Il plot diverge troppo da quello originale. Preferisco nettamente il film (Jamie Campbell Bower nei panni di Jace era perfetto!) alla serie tv che riesce ad ingranare e incuriosire solo al settimo episodio. E in una serie composta da 13 episodi è abbastanza grave. Alla fine però sono riuscita ad apprezzarla almeno un po' (una sola parola: i  Malec) e devo ammettere che un pizzico di curiosità il finale di stagione me l'ha lasciata. Se c'è un consiglio che posso darvi è quello di considerarla una cosa a parte e non ispirata alle storie di C.C. perché, altrimenti, ne rimarrete estremamente delusi. Due stelline e mezzo.

SHANNARA è un boh completo. Chi mi segue su IG sa con quanto entusiasmo io abbia accolto questa serie tv fantasy tratta dal Ciclo di Terry Brooks, vista anche la "bellitudine" degli attori scelti e soprattutto la brillantezza della fotografia e l'eccezionalità delle musiche che compongono la colonna sonora (datele un'ascoltata su youtube). La prima stagione, composta da 10 episodi, poteva benissimo contarne 6 vista la poca avvedutezza con cui gli autori hanno deciso di smistare i colpi di scena decisivi per l'evoluzione della storia. Negli episodi di mezzo, quelli dedicati al viaggio dei giovani protagonisti, infatti non succede niente. Nada. La noia e la banalità più totale. Per quanto riguarda i primi e gli ultimi invece ne succedono di tutti i colori. L'aspetto che più mi ha saputa conquistare è la particolare ambientazione che Terry Brooks ha dato al suo fantasy. Medievaleggiante, si. Ma anche post-apocalittica. Shannara è infatti ambientato proprio sulla terra, completamente distrutta dalle Grandi Guerre e in balia di un'orda di demoni assetati di sangue, abitata da Nani, Elfi e Umani. Le vestigia della precedente civiltà sono infatti ancora visibili anche se ben arrugginite e rovinate dallo scorrere del tempo. Le Quattro Terre sono in pericolo e a Amberle (nipote del re degli Elfi), Wil (mezz'elfo erede di una prestigiosa famiglia) e Eretria (giovane ladra umana) è assegnato il compito di lottare per salvare l'Eterea (una pianta magica, unica barriera tra il mondo e il Divieto, popolato dalla magia e dai terribile e mostruosi demoni) e ristabilire l'ordine e la sicurezza dei Popoli. Tre stelline.

L'ultima serie tv di cui vi parlo è THE WALKING DEAD e, cari miei, trattandosi della sesta stagione posso dirvi soltanto che il finale di stagione termina con un cliffhanger grande quanto un palazzo di 100 piani e, con la logorante domanda: su chi ricadrà Lucille? Tremo al solo pensarci.

Per quanto riguarda invece la categoria #MOVIE fra marzo e aprile sono tornata a frequentare le sale dei Cinema e ho visto due film. Un terzo invece ho potuto guardarlo grazie a Netflix.

THE DANISH GIRL putroppo non ha sortito su di me l'effetto che pare aver sortito su molti. E' sicuramente un film brillante. Le battute sono eccezionali, idem per quanto riguarda le interpretazioni degli attori, le ambientazioni e i costumi d'epoca. Però a me è mancata quella certa scintilla, per considerarlo veramente emozionante e strappa-cuore. E' mancata l'empatia per il protagonista principale, Einar, alle prese con una trasformazione fisica che, per l'epoca, ha dell'eccezionale e che, purtroppo, non può che finire in modo amaro. E' invece Gerda la protagonista (secondaria) per cui mi si è stretto il cuore durante tutta la visione del film. Così innamorata del marito da fare di tutto pur di consentirgli di raggiungere la felicità. La pellicola è tratta da una storia vera e è l'adattamento del romanzo La svedese di David Ebershoff. Quattro stelline.

IL CACCIATORE E LA REGINA DI GHIACCIO invece mi è piaciuto tantissimo e mi sono amaramente pentita di non essere riuscita a superare la mia antipatia per Kristen Stewart e non essere andata a vedere al Cinema anche Biancaneve e il Cacciatore. Chris Hemsworth è *ahhhhhh* un figo da paura e questo, unito alla sua interpretazione un po' sorniona del cacciatore (che ha dotato il personaggio di quella faccia che vorresti tanto prendere a schiaffi ma anche sbaciucchiare tutta) , mi ha stesa. Sul serio, ho avuto bisogno di un bel bicchiere d'acqua per non sciogliermi e scivolare dalla seggiolina rossa. La moglie Sara...meh. Non mi è piaciuta particolarmente. Quello che però mi ha fatto adorare la pellicola è l'atmosfera di ilarità creata dai quattro nani protagonisti (i loro scambi di battute sono epici) , insieme (ovviamente) alla storia della povera gelida Freya, la Regina di Ghiaccio, sorella della temuta Ravenna, la Regina Cattiva. Un film di puro intrattenimento che merita cinque stelline tonde tonde.

CARRIERS. CONTAGIO LETALE è un film del 2009 che riprende una tematica che riesce sempre a catturarmi, ossia le epidemie letali. Racconta una storia on the road e ha come protagonisti quattro ragazzi che decidono di dirigersi a Turtle Beach (luogo in cui i due fratelli Brian e Danny erano soliti trascorrere le vacanze estive da bambini) per sfuggire al terribile virus pandemico che sta decimando la popolazione globale in uno stillicidio senza fine. E' un film veramente inquietante, sia per il lato oscuro dell'umanità su cui accende i riflettori (in un caos del genere c'è sempre quel qualcuno che, invece di lottare insieme alle altre persone per la sopravvivenza, pensa a come affossare il prossimo) , sia per le atmosfere claustrofobiche che porta in scena. No so dirvi se mi sia piaciuto oppure no perché io stessa ho dei seri problemi a capirlo. Guardarlo è stata un'esperienza strana quindi, in tutta sincerità, non me la sento proprio di consigliarvelo. Due stelline.

Dunque, eccoli qua. Per il mese di marzo e aprile, sul versante del piccolo e grande schermo, posso dirmi assolutamente soddisfatta. Voi che mi dite?
Baci.