lunedì 13 giugno 2016

#PENSIERIALVENTO --- LA CANZONE CHE CI HA FATTO INCONTRARE di Ryan Winfield (SPERLING & KUPFER)

Buondì amici lettori e amiche lettrici, #PENSIERIALVENTO sarà la nuova rubrica (a cadenza casuale) dedicata, qui sul blog, alle recensioni singole. L'oggetto di questa tipologia di post oggi è LA CANZONE CHE CI HA FATTO INCONTRARE, un libro che mi ha fatta pentire della mia bruttissima abitudine di comprare, di tanto in tanto, libri d'impulso.


Tutto è iniziato quando ho scoperto che non avevo ancora fatto l'ordine sul nuovo catalogo dell'EUROCLUB così, per evitare l' OFFERTA PREMIUM, che per inciso sembra contenere sempre titoli che non rientrano fra i miei gusti, sono corsa sul sito online e l'ho frugato da cima a fondo, alla disperata ricerca di un libro da ordinare per salvarmi in extremis. Sono inciampata in JANE'S MELODY e, dopo qualche dubbio, mi sono lasciata convincere dalla promessa di una trama un po' diversa dalle solite.


TRAMA: Jane ha solo quarant'anni, ma l'esistenza l'ha già messa a durissima prova. Ha appena perso la figlia Melody e non riesce a darsi pace. Per averla lasciata andare senza rendersi conto di quanto stava succedendo. Per essersi lasciata travolgere dalle mille incombenze di madre single, sempre a rincorrere conti che non tornano. Jane è davvero disperata e, nella spasmodica ricerca di qualcosa che le spieghi quella giovanissima vita spezzata, si aggrappa a una presenza nuova e sconosciuta. L'unica presenza che, forse, la può aiutare a capire la morte della ragazza. È Caleb, il giovane con la chitarra che ha messo una moneta sulla tomba ed è sparito senza dire una parola, mentre il suo sguardo triste incrociava per un attimo quello di Jane. Quando lo ritrova, convinta che sia stato il ragazzo della figlia, Jane gli offre ospitalità, un lavoro, lo convince a restare, per farsi raccontare gli ultimi giorni di Melody. Ma Caleb non è quello che sembra. E s'innamora pazzamente di Jane. La differenza di età, le circostanze drammatiche e un'idea di futuro quasi impossibile le sembrano ostacoli insormontabili. Forse, però, il vero amore non conosce limiti.

#PENSIERISUPENSIERI

A spingermi verso l'acquisto di questo libro sono stati principalmente due elementi: -il LUTTO pareva essere una delle TEMATICHE portanti della storia (insieme a quella della dipendenza e della codipendenza*) e -due PROTAGONISTI così differenti anagraficamente ma che, inaspettatamente, riescono a vivere  "un amore sensuale e romantico che sfida le convenzioni". Date le ottime premesse mi aspettavo una storia difficile, piena zeppa di ostacoli, che mi facesse emozionare e riuscisse a sciogliermi. Una storia alla Charles Martin, complicata e dolorosa da leggere. E invece ho trovato tutt'altro:
-ho trovato uno STILE talmente tanto IMPERSONALE da impedirmi di provare empatia verso la situazione in cui Jane si trova a versare. Una situazione orribile, che nessuna madre dovrebbe mai trovarsi a vivere. La perdita di una figlia ti corrode dall'interno, ti logora. E invece la storia è risultata asettica, un freddo resoconto di una perdita, poi di una storia d'amore (?) e infine del desiderio di cambiamento di una donna di mezza età e infine di un'altra perdita ancora.
-ho trovato i la caratterizzazione dei personaggi veramente mal riuscita. Credo di non aver mai trovato PERSONAGGI così PIATTI e quasi totalmente privi di PROFONDITÀ PSICOLOGICA come quelli che abitano La canzone che ci ha fatto incontrare. Una cosa che mi ha veramente disturbata è che l'autore, nel tentativo di farci conoscere meglio Jane e Caleb, si limita a seminare qua e là, nella narrazione, lampi di passato dei due protagonisti, così brevi e fulminei, da non farci capire niente della loro personalità. Niente del loro passato. Sappiamo solo che Caleb suona la chitarra, che sogna di trasferirsi a Austin per intraprendere la carriera di cantautore , che è orfano di madre e figlio di un padre ubriacone e che proviene da Spookane. Di Jane conosciamo ancora di meno: sappiamo che ha un rapporto conflittuale con la madre, che frequenta un gruppo di sostegno (AlAnon) e che si rammarica di non conoscere gli ultimi 5 anni della figlia tossicodipendente e alcolista. Al di là della caratterizzazione fallace dei personaggi un'altra grande pecca è la costruzione dei dialoghi,dai quali si dovrebbe perlomeno percepire la differenza di età dei due (due differenti maturità insomma) che invece, a parole (e anche nei fatti), si rivela inesistente.
-ho trovato la storia (divisa in tre parti dall'autore) piena zeppa di cliché del genere e frasi stereotipate che hanno l'effetto, almeno per quanto mi riguarda, di costruire una storia d'amore, mal architettata anch'essa, veramente troppo inverosimile e si, odio ammetterlo, a tratti anche stomachevole.  Fra le altre cose manca totalmente il processo d'innamoramento tra i due. Che tra virgolette è anche la parte che preferisco. Quello step della storia che vede i due personaggi impegnati in una sorta di rituale di conoscenza, un annusarsi verbale. In Jane's Melody si passa dal "ciao mi chiamo X" al "saltiamoci addosso nello sgabuzzino delle scope" al "ti amo perdutamentenonpossoviveresenzadite" in un batter d'occhio. Uff. Dove cavolo è andato a finire il processo di innamoramento? Per quale motivo vi piacete? Su, spiegatelo ai vostri lettori! Una cosa che non ha mancato di irritarmi lungo tutta la seconda parte sono i continui cenni al sesso. Ogni due pagine Jane e Caleb trovavano il verso di battezzare ogni angolo della casa manco fossero due adolescenti in fregola. E se le scene di sesso non mi dispiacciono di solito (se ben motivate e non volgari), in numeri così elevati finiscono per stuccarmi.

Insomma, LA CANZONE CHE CI HA FATTO INCONTRARE per me è un netto NO. In compenso l'autore è un figo da paura. Su, rrifacciamoci gli occhi! Ovviamente, come sempre, ci tengo a precisare che questa è semplicemente la mia opinione personale, quindi spero che non vi sentiate offesi se invece a voi il libro è piaciuto.

DUE STELLINE

Voi cosa mi dite in proposito? Lo avete letto?
Un bacio.

* Si definisce codipendenza una condizione psicologica o una relazione in cui una persona è controllata o manipolata da un'altra che sia affetta da una condizione patologica (solitamente narcisismo o dipendenza da sostante); e in termini più ampi, si riferisce alla dipendenza dai bisogni o dal controllo di un altro.Spesso comporta anche l'attribuire ai propri bisogni una priorità minore, mentre si è eccessivamente preoccupati per i bisogni degli altri.La codipendenza può presentarsi in ogni tipo di relazione: familiare, amicale, romantica, tra colleghi di studio o di lavoro e comunitaria.La codipendenza può anche essere caratterizzata da negazione, bassa autostima, eccessiva sottomissione, o meccanismi di controllo (FONTE: WIKIPEDIA).

8 commenti:

  1. Ciao Giulia! Come ti avevo detto, l'ho sfogliato ma non è riuscito a catturarmi neanche nelle prime pagine, e siccome ultimamente ho paura di ricadere nel blocco del lettore, ogni volta che un libro non mi prende dalle prima pagine lo mollo senza rimorsi. Sinceramente non so se gli darò una seconda chance in futuro, le tue parole non mi involgano proprio :/ Peccato, perchè aveva delle premesse davvero interessanti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vade retro blocco del lettore!:D
      Proprio non me ne è garbata una virgola :(
      L'ho finito di leggere proprio perché sono testarda e non mi piace lasciare un libro a metà, altrimenti lo avrei mollato prima...
      Un bacio.

      Elimina
  2. Questa è la prima volta che vedo un brutto libro e un autore figo. Comunque, anche a me danno fastidio i romanzi in cui il corteggiamo è inesistente/velocecomeunlampo e poi i due si danno da fare in tutti luoghi e in tutti laghi...

    RispondiElimina
  3. Ciao!!!
    Dalla trama avevo deciso di leggerlo. Poi ho letto la tua recensione e ho decisamente cambiato idea!!
    hai ragione tu: almeno rifacciamoci gli occhi con questo bell'imbusto!! ahahah!! :D :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero! Dopo una lettura disastrosa stemperiamo il nervosismo guardando la foto dell'autore gnocco ;)

      Elimina
  4. Ciao!
    Ero indecisa se leggerlo o no. La tua recensione mi ha convinto a non farlo! Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Figurati. Dovere ;)
      A parte di scherzi, ti consiglio in ogni caso di leggerne un estratto, magari a te potrebbe piacere.

      Elimina

Non essere timido/a...se ne hai voglia, dimmi cosa ne pensi :)