venerdì 17 aprile 2015

RECENSIONE: ST. NACHO (St.Nacho, #1) di Z.A.MAXFIELD (Triskell Edizioni)

Buon venerdì amici lettori e amiche lettrici, piano piano mi sto dando alle recensioni più frequentemente di quanto non sia abituale per questo blog. Mi sento ispirata e molte delle letture che ho fatto in questo periodo stanno contribuendo ad alimentare questa mia ispirazione. Speriamo che duri! Dunque, oggi vi parlo di ST.NACHO di Z.A.MAXFIELD, un romance mm che sembra altro da quel che , agli atti,si rivela.

Cooper ha trascorso gli ultimi tre anni a scappare da un passato doloroso. Si sposta di città in città, lavorando nelle cucine dei ristoranti e suonando il violino per racimolare qualche mancia.
Non appena inizia a sentirsi a proprio agio in un posto, o con qualcuno, se ne va. La musica è forse l'unico linguaggio umano che ancora conosce e, per ironia della sorte, l'unico uomo con cui scopre di voler comunicare è sordo. Shawn fa parte del gruppo teatrale di non udenti del college locale. Non appena incontra Cooper, decide di volerlo. A Cooper vanno bene le storie di sesso, ma non le persone. Shawn invece è sì interessato al sesso, ma vuole che Cooper gli permetta di entrare a far parte della sua vita. Cooper ha bisogno di tempo per guarire e per archiviare definitivamente il passato, e Shawn lo deve aiutare a perdonare se stesso e a fargli accettare la possibilità di essere amato. Entrambi gli uomini scoprono che quando si tratta del tipo di guarigione che l’amore può portare, Santo Ignacio, la sonnolenta città sulla spiaggia, o "St. Nacho" come la chiamano i locali, potrebbe essere il posto migliore per ricominciare. 


RECENSIONE:

St.Nacho è una sonnacchiosa località costiera californiana, il luogo perfetto per fermarsi e guarire le proprie ferite. E' qui che, rombando sulla propria motocicletta, arriva Cooper, in cerca di un posto in cui passare qualche giorno e magari aspettare che i ricordi del proprio passato lo raggiungano, sulla scia di polvere che, nella corsa frenetica che è la sua vita, ha lasciato dietro di sé. St.Nacho non è solo il nome del luogo in cui approda ma anche quello del locale per soli uomini in cui trova lavoro e, grazie alla generosità del proprietario, anche alloggio. E' qui che rimane abbagliato da due occhi splendenti come il sole e il sorriso più affascinante che abbia mai visto. Il proprietario di entrambi è Shawn, non-udente e testardo cameriere. Al contrario di Cooper, Shawn ha bene in mente quello che vuole ed è ben pronto a tentarle tutte per ottenerlo. La narrazione è raccontata dal punto di vista di Coop e la particolarità che più mi ha affascinata è che la Maxfield non traccia, fra i personaggi che compongono la storia, le solite e super abusate dinamiche. Cooper ha un passato pesante alle spalle ma non è così irascibilmente e cocciutamente chiuso su se stesso. Di fronte all'incontro con Shawn non si tira indietro, non è recalcitrante alla prospettiva di aprirsi ad una persona che in lui ha interesse, anzi, è come se non aspettasse altro che incontrare qualcuno capace finalmente di farlo rallentare. Insomma, non è rappresentato come il solito duro e puro, timoroso che rivelare le proprie debolezze lo possa retrocedere da uomo tutto muscoli e forza, allo status di ameba. La caratterizzazione dei due personaggi mi ha sorpresa molto positivamente e la cosa che ho preferito su tutte è che l'innesco per ritrovare se stesso, il protagonista, per una volta, non lo trova nella persona che gli sta accanto ma in una contingenza di situazioni.
In quel momento qualcosa si fece strada in me, una profonda serenità, quella che speravo avrei ottenuto con la riabilitazione senza invece mai riuscirci. Non dipendeva nemmeno da Shawn. Lui faceva parte del quadro, ma sapevo di non dovermi aspettare che qualcuno riempisse i miei spazi vuoti. Pensai che dipendesse dal fatto di essere rimasto in un posto abbastanza a lungo da riuscire a guardare intorno. Stavo facendo il punto della situazione a St.Nacho, stavo creando una nuova lista di cosa non volevo e, forse più importante, di cosa volevo. 
Quando però il Passato tornerà a bussare alla sua porta Cooper non esiterà a rispondere, rischiando di perdere tutto daccapo, perfino quella persona che, per l'ironia del destino, ha contribuito a fargli ritrovare la musica della propria vita, pur non potendola ascoltare. 

VALUTAZIONE: Che dire? E' stata una lettura intensa ma breve poichè composta da pochissime pagine, nemmeno 200. L'ho amata parola per parola, con quello stile fluido e conciso in cui l'autrice l'ha scritta, e in assoluto i due protagonisti principali, ma quello che mi ha sopresa di più è stato lo scoprire che fra i due il lupacchiotto, quello deciso e caparbio, in realtà fosse il più insospettabile. Questa breve storia, ouverture di una serie mm, è adorabile. Promossa.

E voi? Lo avete letto? Vi ho incuriositi/e almeno un po'? Baci.

4 commenti:

  1. Mi hai incuriosito si, non c'è che dire! E sappi che con questo ho un bel bottino di m/m da leggere :D

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    1. Bene, sono curiosa di sapere se piacerà anche a te quando è piaciuto a me :D

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  2. mi ha incuriosita moltissimo questa lettura! entrerà nella mia lista dei desideri =)

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