domenica 10 agosto 2014

RECENSIONE: L'ARTE INGANNEVOLE DEL GUFO di ELLA WEST

Tutte le sere, dopo il tramonto, Viola si addentra nel bosco dietro casa. La grave malattia di cui soffre le impedisce di esporsi anche al minimo raggio di sole. Così, quando i suoi compagni sono impegnati con la scuola, lei dorme o sta in casa a suonare, e quando loro vanno a dormire, lei passeggia libera tra gli alberi del suo bosco, in compagnia del buio e di tutti gli animali che lo popolano. Una sera, però, sul sentiero sterrato da cui non passa anima viva, scorge un'auto: un ragazzo tira fuori un corpo pesante dal bagagliaio e lo trascina sul sedile di guida, prima di dare fuoco alla macchina. Poi seppellisce qualcosa nel terreno vicino. Sei alberi dal ciglio della strada: per Viola è facilissimo ritrovare il punto in cui quel tizio ha scavato la buca... e dare inizio alla sua personale, pericolosa indagine. Che cosa ci fanno tanti soldi sepolti nel bosco? E quel ragazzo è forse un assassino? Tornerà a cercarla? Una voce incantevole e ingenua rapisce il lettore in una storia che lascia col fiato sospeso.

RECENSIONE:

L'arte ingannevole del gufo (o meglio Night Vision) di Ella West è un romanzo che, sin da subito, grazie anche alla trama accattivante, mi aveva colpita. E' una sorta di thriller inquietantemente vissuto attraverso gli occhi innocenti ma attenti di una giovane ragazzina. Viola è affetta dall'XP, Xeroderma Pigmentoso, il suo corpo non produce il gene che impedisce al sole di danneggiare il suo DNA. I bambini come Viola vengono chiamati "i bambini della luna" e se anche solo un raggio di sole riesce a raggiungere la loro pelle questi corrono il rischio di morire a causa di un melanoma. Viola vive in Nuova Zelanda, nei pressi di una zona boscosa artificiale nel Canterbury, il luogo ideale per una come lei, dove poter scorrazzare la notte. Grazie agli occhiali per la visione notturna Viola riesce a condurre una vita relativamente normale, un po' come un vampiro e un lupo mannaro. Vive di notte. Ed è proprio durante una di queste notti che, inoltrandosi fra gli alberi, nel profondo del bosco, vede una macchina in fiamme e un uomo che corre a nascondere qualcosa. Viola ha appena assistito ad un omicidio e la mattina seguente si accorge che l'uomo la cui foto capeggia sulle prime pagine dei giornali non è affatto la vittima ma l'assassino. In più, quello che Geoff Harris ha nascosto nel bosco, si rivela essere un bel sacco di soldi. Viola li prende e li nasconde nel capannone della fattoria dei suoi genitori (non sapendo che questo potrebbe causarle grossi guai). Viola sa che il babbo e la mamma hanno problemi di soldi (l'allevamento delle pecore non rende molto), così decide di far loro trovare, nella cassetta delle poste, delle piccole somme per dare una mano a saldare i conti. Per di più la ragazzina sente un profondo legame con gli alberi che vivono nel suo bosco. Questi sono cresciuti con lei e come lei sono destinati ad avere vita breve. Entrambi hanno i giorni contati.
Un aspetto del libro che mi ha colpita tantissimo è il modo di pensare di Viola (è scritto dal suo punto di vista, in prima persona) al contempo ingenuo e adulto. La bambina infatti è cresciuta moltissimo (in termini di consapevolezze raggiunte) a causa della sua malattia tanto che in tanti punti del romanzo non dimostra la sua giovane età. Come ci spiega, lei conosce la regola della genetica di Mendel non perché l'abbia appresa sui libri di scuola, come i suoi coetanei (figurarsi che lei non può nemmeno frequentare una scuola normale), ma perché gliel'ha spiegata il proprio dottore. Inoltre si rende conto benissimo che la sua vita è destinata a essere breve. Tutto sommato L'arte ingannevole del gufo è più un romanzo di introspezione che un thriller. A tratti è scorrevole e a tratti monotono e ripetitivo (le corse nel bosco da parte della nostra giovane protagonista non si contano sulle mani per non parlare delle sue elucubrazioni mentali), senza eccessive scariche di adrenalina e colpi di scena. Scritto con una scrittura semplice e lineare, L'arte ingannevole del gufo è una piacevole e breve lettura, adatta anche ai più impressionabili.

Valutazione: 

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