
L'AUTORE: Francesco Puccio è nato a Salerno nel 1982. Laureato nel 2006 in Lettere Classiche presso l’Università “Federico II” di Napoli, è scrittore e regista teatrale. Direttore artistico del gruppo Kalokagathoi, dopo aver vinto il concorso di ammissione al corso di regia presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, nel 2007 ha iniziato una collaborazione con il regista Nin Scolari, fondatore del gruppo teatrale di ricerca Teatrocontinuo di Padova. Dal 1999 ad oggi ha scritto racconti, poesie, romanzi, drammaturgie, sceneggiature e ha realizzato numerosi progetti per il teatro nelle aree archeologiche e nei siti museali, specializzandosi nella scrittura di testi teatrali legati al mito greco e alla sua attualizzazione. Dal 2007 collabora con il quotidiano “La Repubblica”.
PARERE PERSONALE:
Questo libro racconta uno spaccato di vita di un giovane professore, Sergio, il quale viene lasciato dalla sua ragazza, Clara, e che attraverso l'esperienza dell'insegnamento trova la sua strada nella vita...
Sergio viene chiamato ad insegnare in una scuola di Roma e qui si scontra con la dura realtà di molti ragazzi che la frequentano, i cosiddetti "figli di papà" che tutto desiderano tranne imparare, che vengono viziati dai genitori e piazzati in una bella scuola per ricompensare al poco tempo che dedicano loro, si scontrerà anche con i loro valori e con le loro convinzioni.
Qui incontrerà anche l'amore, Silvia, la giovane segretaria della scuola che gli aprirà gli occhi.
Sergio cercherà di coinvolgere questi ragazzi facendo loro capire che Virgilio non è solo il motore di ricerca che si trova su internet ma anche un poeta che deve essere studiato. Scontrandosi contro lo scoglio della loro indifferenza si domanderà: Dove sbaglio? Perchè non amano tutti, spontaneamente, la poesia, i grandi scrittori, la cultura greca? Perchè non è così? Perchè mi meraviglio che possa essere diverso da così? Non sono per loro natura grandi questi mondi passati che tentiamo di far rivivere? Dove sbaglio, dove non riesco?
Durante questo suo percorso come insegnante si accorgerà che questa incoscienza e indifferenza della maggior parte dei suoi alunni si estende anche al quotidiano e che purtroppo è la stessa tv e le stesse notizie che giungono fino a loro a condizionarla.
Alla fine giunge ad una conclusione, secondo il mio modesto parere verissima ,dicendo: Per l'ennesima volta esorterò tutti a leggere, l'unico rimedio concreto al deserto che avanza e il solo modo di arricchire idee da televisione e vocabolario da strada.
Con questa bellissima citazione concludo il mio parere su un libro molto interessante e scorrevole, grazie anche allo stile fresco dell'autore. Se ve lo consiglio? Certamente! Questo è decisamente un libro che merita di essere letto.
Stelline: @@@
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